Il nostro modo di coltivare
Prima della pianta, guardiamo il suolo.
Il nostro cambiamento è iniziato quando abbiamo smesso di chiederci soltanto che cosa dare alla pianta e abbiamo iniziato a chiederci che cosa stesse succedendo nella terra.
Oliveto Notaristefano · terreno coperto e vegetazione spontanea
Perché abbiamo cambiato
Da problemi reali di campo a un modo diverso di osservare.
Dal 2018 abbiamo iniziato a rivedere alcune pratiche aziendali. Acqua salmastra, stress idrico e piante in sofferenza ci hanno spinto a cercare risposte che partissero dal funzionamento del suolo.
È così che abbiamo incontrato i principi della Korean Natural Farming e iniziato a sperimentare preparazioni aziendali, microrganismi indigeni, inerbimento e un uso più attento degli input esterni. Non come una ricetta da seguire alla lettera, ma come un percorso da adattare al nostro ambiente.

Il metodo, in quattro gesti
Favorire la vita. Restituire materia. Osservare. Dare tempo.
Per chi vuole capire di più
Le sigle vengono dopo il principio.
Prima viene il suolo. Poi, per chi vuole approfondire, raccontiamo anche gli strumenti tecnici che utilizziamo nella nostra esperienza aziendale.
IMO · Microrganismi indigeni
Consorzi di microrganismi nativi raccolti in ambienti poco disturbati — nel nostro caso anche nella macchia mediterranea — e successivamente moltiplicati per essere reintrodotti nel terreno aziendale.
FPJ e FFJ · Fermentati di erbe e frutta
Preparazioni ottenute da materiale vegetale, erbe, frutta imperfetta o di fine stagione. Sono parte del nostro approccio circolare: ciò che il campo produce può diventare una risorsa per il campo stesso.
LAB · Colture di batteri lattici
Colture microbiche prodotte attraverso fermentazione e utilizzate in specifiche fasi del lavoro agronomico. Sul sito preferiamo spiegare prima la funzione e solo dopo la sigla.
FAA · Amminoacidi da fermentazione
Preparazioni ricche di composti azotati ottenute tramite fermentazione di materia organica. È una delle tecniche sperimentate in azienda nel percorso di autoproduzione degli input.

Osservare prima di intervenire
Il campo ci dà segnali. Noi proviamo a leggerli.
Non ci affidiamo a un’unica misura. Mettiamo insieme osservazione visiva, andamento della pianta e strumenti di controllo.
- grado Brix di foglie e frutti;
- pH e analisi del terreno;
- monitoraggio microbiologico del suolo;
- analisi dei residui nell’ambito dei controlli aziendali.
Questi dati servono a orientare il lavoro aziendale. Non vengono presentati come promesse universali né come claim salutistici.
È un percorso, non un interruttore.
La transizione richiede anni, prove, correzioni e anche la capacità di riconoscere quando una pianta ha ancora bisogno di un intervento.
Non vogliamo raccontare un’agricoltura perfetta. Vogliamo raccontare un’azienda che prova a ridurre gli input esterni, aumentare la biodiversità e capire sempre meglio il proprio terreno.
Primavera
Estate
Il nostro percorso, raccontato fuori dall’azienda
AgroNotizie ha raccontato l’esperienza Notaristefano con l’agricoltura naturale coreana.
L’articolo raccoglie il percorso aziendale, le pratiche sperimentate, le difficoltà della transizione e il ruolo che attribuiamo all’osservazione del suolo.

Dal campo al gusto
Il metodo ha senso quando si ritrova nel prodotto.
Il nostro obiettivo non è avere una bella teoria agricola. È raccogliere agrumi espressivi, ottenere oli riconoscibili e trasformare materia prima capace di portare profumo e gusto in cucina.

